Con la circolare n. 100 del 18 settembre 2026, l’Inps spiega come recupera i permessi fruiti oltre i tre giorni al mese o nello stesso giorno da più familiari. In questi casi chi ne ha usufruito dovrà restituire quanto ricevuto. Ci ha spiegato tutto in podcast Giuseppe Colletti dell’Inca Cgil.

I casi

I casi sono due. Se nel mese si superano i tre giorni complessivi, restituisce chi ha preso il permesso quando il limite era già stato raggiunto. Se invece due familiari sono in permesso nello stesso giorno o nelle stesse ore, l'importo da restituire si divide in parti uguali tra loro.

Ma che cosa si restituisce, in concreto?

Durante il permesso il lavoratore riceve comunque la retribuzione. Gliela paga il datore di lavoro, che poi recupera la somma dall'Inps scalandola dai contributi che deve versare. A pagare, quindi, è di fatto l’Inps. Se un giorno di permesso risulta fuori limite, per l’Istituto quella retribuzione è stata pagata senza che ce ne fosse diritto: è tecnicamente un “indebito”. Chi ha preso quel giorno deve restituire l’importo corrispondente, calcolato sul proprio orario di lavoro. Se il permesso era a ore, si restituiscono le ore in eccesso. Se la giornata è stata presa in contemporanea da due familiari, ciascuno restituisce metà del valore della propria giornata. La circolare non indica con quali modalità l’Inps chiederà la restituzione. Su questo serviranno indicazioni ufficiali.

Da dove nasce questo limite

Il limite nasce dall’articolo 33, comma 3, della legge 104 del 1992. Chi lavora come dipendente e assiste un familiare con disabilità grave ha diritto a tre giorni di permesso retribuito al mese, utilizzabili anche a ore e coperti da contributi figurativi. Dal 13 agosto 2022 questi permessi possono essere riconosciuti a più familiari per la stessa persona. Prima valeva la regola del “referente unico”: salvo i genitori, poteva assistere un solo lavoratore. Il decreto legislativo 105 del 2022 ha eliminato quel vincolo, ma il tetto è rimasto. I tre giorni non spettano a testa. Sono tre in tutto, da dividere tra tutti i familiari autorizzati e da usare a turno.

Per capire come ottenere congedi e permessi in base alla Legge 104 il consiglio è quello di rivolgersi all’Inca Cgil, presente su tutto il territorio nazionale con operatrici e operatori esperti in disabilità, medici convenzionati e supporto completo nella richiesta di congedi e permessi.

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“La riforma della disabilità voluta dal Governo non ha in alcun modo agevolato il tortuoso iter per l’accertamento della condizione di disabilità, anzi l’ha peggiorato” Marco De Silva Coordinatore regionale Inca Cgil Liguria commenta la fotografia dei dati emersa dal raffronto del periodo gennaio - maggio 2025/2026 “Nei primi 5 mesi di quest’anno in Liguria abbiamo assistito ad una diminuzione delle pratiche aperte dal Patronato Inca legate all’assegno o pensione di invalidità del - 29,27 per cento: 1.073 pratiche contro le 1.517 dell’anno passato” dichiara De Silva che aggiunge “Più o meno la stessa percentuale di calo (-27,24 per cento) che abbiamo registrato per le indennità di accompagnamento”. Assegno o pensione di invalidità e indennità di accompagnamento sono tra le pratiche più diffuse di chi si rivolge al patronato per vedersi riconosciuti i diritti legati alla condizione di disabilità per sé stessi o per un familiare. L’Inca è il primo patronato in Liguria per numero di pratiche riferite alla disabilità con punte a Genova di una pratica su due sul totale di quelle presentate. La riforma della disabilità, che per la Liguria è partita l’anno scorso in via sperimentale a Genova e che si chiuderà nel 2028 a Imperia, ha visto un preoccupante calo delle domande, non solo di quelle presentate ma anche di quelle che per essere definitive attendono un perfezionamento a carico del richiedente che spesso non avviene “La carenza o indisponibilità tra i medici a redigere il certificato introduttivo, i costi elevati di quest'ultimi, la riduzione del ruolo dei Patronati nella fase iniziale delle procedure e la continua stratificazione normativa, stanno producendo ritardi, confusione e incertezza– conclude De Silva – ad oggi la riforma voluta dal Governo non funziona e a farne le spese sono le persone più fragili”.

Inca Cgil Liguria

Invalidità civile: la nuova procedura si estende in Liguria.
Dopo la provincia di Genova, la sperimentazione della nuova procedura per l’invalidità civile partirà anche nelle altre province della Liguria: a Savona e La Spezia dal 1° marzo 2026, mentre a Imperia dal 1° gennaio 2027.

Cosa cambia?
Con la nuova procedura, il primo passo parte dal medico curante, che invia telematicamente all’INPS il certificato medico introduttivo. In ogni caso per completare la procedura e ottenere le altre prestazioni, il nostro supporto resta fondamentale.

Siamo sempre al tuo fianco per orientarti e seguirti in ogni fase.
Rivolgiti alla sede Inca Cgil più vicina a te: https://incaliguria.it/dove-siamo/sedi-liguria.html

Questo pomeriggio i Patronati del CEPA di Genova, il raggruppamento che unisce Inca Cgil Inas Cisl Ital Uil e Acli, ha partecipato all’incontro di presentazione della nuova direttrice regionale Inps dr.ssa Valeria Ciferri. I Patronati del Cepa che in Liguria svolgono oltre il 60 per cento delle pratiche patrocinate, hanno rappresentato alla Direttrice in carica dal 1 gennaio, le principali problematiche legate al servizio di tutela alla cittadinanza in materia di previdenza e assistenza. Tra le priorità quella relative al malfunzionamento del portale online dell’INPS, criticità che si protrae da mesi e che sta diventando cronica con interruzioni e rallentamenti ormai a cadenza quotidiana. È evidente quali possano essere i disagi operativi e i significativi rallentamenti nell’attività degli uffici e le ricadute sull’utenza: domande di invalidità civile, di pensionamento, sostegno al reddito con le indennità di disoccupazione, congedi di maternità o paternità sono solo alcune delle pratiche ostacolate dal malfunzionamento del portale Inps e molto gravi le ricadute sui cittadini. Nell’incontro che si è svolto in un clima di collaborazione e durante il quale tutti i soggetti del Cepa hanno augurato buon lavoro alla nuova Direttrice, sono state rappresentate anche altre questioni tra cui il nuovo fenomeno del proliferare incontrollato di patronati nati al solo fine di lucro e l’imminente estensione alle province di Savona e La Spezia della riforma in materia di disabilità. Queste ed altre questioni dovranno essere oggetto di un tavolo di confronto permanente con l’Istituto. 

I patronati del CEPA

106 mila euro di arretrati e una pensione mensile di 1.400 è quanto ottenuto da un genovese di 75 anni, titolare di assegno di inclusione, sostegno economico dedicato a chi si trova in particolari condizioni di fragilità. Nelle scorse settimane, il signor Mario (nome di fantasia), si è presentato agli uffici del Patronato Inca Cgil di Via Milano per verificare se, in virtù dell’età avanzata, aveva diritto alla pensione sociale. Le operatrici, visualizzando l’estratto contributivo, hanno notato che il signor Mario, tra le tante occupazioni aveva anche navigato ed era titolare di una contribuzione marinara. Chiesto ed ottenuto il libretto di navigazione, le operatrici hanno recuperato dei periodi di contribuzione che si pensavano persi e che recuperati hanno consentito all’uomo di ottenere i contributi necessari per aver diritto alla pensione di vecchiaia di 1.400 euro e un arretrato di circa 106 mila euro “La competenza delle nostre operatrici ha sanato una situazione difficilissima, nella quale si è passati da una condizione di indigenza ad una pensione tangibile e reale, frutto dei propri versamenti contributivi e di un cospicuo arretrato” afferma Marco Paini Direttore del Patrona Inca Cgil di Genova. Il diritto alla pensione infatti matura dal momento del suo riconoscimento e questo ha consentito al signor Mario di recuperare oltre 100 mila euro. Per Paini “Le persone spesso non sono a conoscenza dei propri diritti: è una condizione molto più frequente di quanto si immagini ed è per questo che consigliamo a tutti di rivolgersi al Patronato e non solo per gli aspetti previdenziali – e conclude – non c’è nulla di più soddisfacente per noi di quando riusciamo a restituire un sorriso alle persone”.

Inca Cgil Genova