“Un protocollo che giunge dopo un’attesa di 12 anni dall’ultimo rinnovo, un’occasione da non perdere se si ha a cuore la tutela della persona che si ammala o si fa male a causa del lavoro”. A dirlo è Sara Palazzoli del Collegio di presidenza dell'Inca Cgil, commentando il protocollo d'intesa recentemente siglato dall’Inail con i patronati con l'obiettivo comune di dare risposte adeguate e tempestive agli assicurati e garantire l'uniformità della tutela e dell'azione amministrativa su tutto il territorio nazionale. Un passo avanti concreto proprio mentre Cgil e Uil portano avanti una mobilitazione per la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro. Arriva in questo 2024 che conferma le cifre drammatiche su morti e infortuni sul lavoro che si sono verificati in questi ultimi anni e dopo la strage di Firenze del 16 febbraio scorso.

“Non potevamo più aspettare questo rinnovo – ha detto Sara Palazzoli –, perché nel corso di questi dodici anni ci sono stati diversi cambiamenti dal punto di vista tecnologico, organizzativo e procedurale. Dovevamo quindi aggiornarlo per dare la giusta tutela agli infortunati e ai tecnopatici, cioè a quei lavoratori e a quelle lavoratrici che si ammalano sul lavoro”.

Nel documento l’Inail si impegna a rendere disponibili ai patronati, con tempestività, tramite posta
elettronica e integrando l'attuale sezione del portale dell’Istituto dedicato, gli atti di indirizzo emanati sotto forma di circolari, istruzioni operative, linee guida, criteri medico legali e note
interpretative rilevanti per l'attività di tutela degli assicurati, specie con riferimento alle modifiche normative intervenute. A indicare preventivamente, ai fini di una efficace e tempestiva istruttoria degli infortuni e delle malattie professionali denunciate, le informazioni necessarie (documenti, certificazioni, accertamenti, ecc.) da allegare a corredo delle singole istanze e in relazione alla
specificità di ciascuna. A collaborare, per le malattie non tabellate, ai sensi della circolare numero 35 del 16 luglio 1992, fermo restando l’onere della prova a carico del lavoratore, alla ricerca degli
elementi utili alla ricostruzione del nesso causale, mettendo a disposizione informazioni già in suo possesso o acquisendo d'ufficio indagini che risultano altrove effettuate. L’Inail si impegna anche a garantire adeguata diffusione alle proprie strutture territoriali di eventuali informazioni o istruzioni operative, emanate e rese disponibili dai patronati stessi, ritenute di interesse per l'operatività delle proprie sedi. A prevedere, compatibilmente con le esigenze delle rispettive sedi territoriali, un canale preferenziale agli operatori di patronato, stabilendo giorni, orari di accesso, un indirizzo mail dedicato e un'agenda degli appuntamenti telematici con l'indicazione dei casi da trattare. I patronati, a loro volta, si impegnano a presentare le domande di prestazioni in modo completo, corredate di mandato di assistenza, secondo la modulistica predisposta dall’Istituto a livello centrale, allegando contestualmente tutti i documenti e le certificazioni mediche previste
dalla normativa vigente, nonché tutta la documentazione necessaria per il riconoscimento della prestazione richiesta. 

Le parti concordano che lo sviluppo delle nuove tecnologie digitali, opportunamente utilizzate in relazione alla specificità della tutela degli infortunati e tecnopatici, costituisce una opportunità per migliorare la qualità dei servizi all'utenza. 

“Un’innovazione importante – sottolinea Sara Palazzoli – che riguarda una malattia professionale e le collegiali è che gli aggiornamenti si possono fare con la tecnologia in video, anche se abbiamo sempre ribadito che al centro deve esserci sempre il lavoratore e il suo diritto alla cura e alla salute. La tecnologia ci aiuterà – spiega – grazie al cassetto digitale al quale noi, come patronati, potremo accedere per visionare tutta la documentazione amministrativa e medica per poter portare avanti il percorso dei riconoscimenti e delle malattie professionali. Inoltre ogni volta che l’Inail respinge un riconoscimento di un infortunio o di una malattia professionale il rigetto deve essere motivato, indicando il perché in modo da evitare risposte generiche”.

Con specifico riferimento al reinserimento e all’integrazione lavorativa delle persone con disabilità da lavoro, il protocollo d'intesa prevede che i Patronati si impegnino a informare il lavoratore infortunato e tecnopatico che, a causa delle menomazioni conseguenti all’evento lesivo di origine lavorativa accertate dall’Inail, si trovi in una condizione di svantaggio nella prosecuzione dell'attività lavorativa, che l’Inail finanzia progetti personalizzati di reinserimento a favore del datore di lavoro per favorire la conservazione del posto di lavoro e facilitare il reinserimento della persona, sostenendo l’onere di interventi finalizzati all’abbattimento o al superamento delle barriere architettoniche nel luogo di lavoro, all’adeguamento e adattamento delle postazioni di lavoro, alla formazione, compresa quella necessaria per adibire il lavoratore ad altra mansione. Il patronato informa poi il lavoratore infortunato e tecnopatico che l’Inail, per favorire l’inserimento anche in una nuova occupazione, finanzia progetti personalizzati di reinserimento a favore del datore di lavoro che manifesta la disponibilità all’assunzione dell’infortunato o tecnopatico stesso”.

 

da collettiva.it